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Seconda Categoria

Intervallo – Seconda “N”: dove eravamo rimasti?

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Che sarebbe stato un campionato al cardiopalma, più o meno, si era capito dal momento in cui erano usciti i gironi quest’estate. Il mercato aveva rivoluzionato alcune rose, limitando alcuni team della provincia a virare su una logica “interna” (utilizzando gente del vivaio) mentre altre, con un budget evidentemente più alto, si dividevano i migliori pezzi della categoria.
Dando uno sguardo ai vertici alti della classifica, la Poliziana ha dimostrato che si può far benissimo affidandosi a calciatori cresciuti nelle giovanili. Il segreto del primo posto, fino al momento dello stop, è racchiuso in una difesa invalicabile, che ha subito 12 gol in 24 partite e ha permesso di arrivare allo stop con addirittura 16 clean sheet. Al contrario, l’Atletico Piazze ha fatto della fase offensiva il suo punto di forza, segnando la media di 2 reti a partita e dando l’idea di essere la vera sorpresa del campionato e l’unica in grado di dare filo da torcere alla prima in classifica. Poco sotto, la “zemanianaFratticciola ha abbandonato i precetti dell’allenatore boemo, che li vedeva sempre “segnare tantissimo e subirne di più”: quest’anno, la squadra è sembrata più quadrata del solito, facendo il vuoto sulle altre inseguitrici dei playoff di categoria.
Nella parte centrale della classifica ci sono squadre che – onestamente – avrebbero potuto fare di più. Virtus Asciano e Acquaviva avevano fatto un grande mercato, ma non hanno saputo rispettare le attese: i biancoverdi, che di palcoscenici importanti ne hanno visti negli scorsi decenni, è da un po’ di anni che litigano con la Seconda e, sebbene trascinati da un grande pubblico, non hanno mai dato l’impressione di essere la “squadra da battere”; i biancoazzurri, invece, hanno migliorato la rosa in difesa e mantenuto un attacco arcigno, rimanendo però in linea in materia di punti (l’anno scorso, alla 25°, i punti erano 37, mentre quest’anno sono 35). A spuntarla sono, di conseguenza, il Rapolano, che non ha pagato lo scotto della categoria dopo la promozione, e la Nuova Radicofani, che dopo un’eternità nel girone grossetano, è emigrato – non per proprio volere – “dalla parte di qua” del Monte Amiata. Il Guazzino è stato troppo altalenante (e, secondo alcune voci di corridoio, con qualche problema interno) mentre la Voluntas Trequanda ha fatto un immenso mercato di dicembre che le ha permesso di racimolare, da lì in poi, 22 punti sui 30 stagionali. Fratta Santa Caterina e Montecchio hanno fatto molto bene, e nel finale di stagione avrebbero potuto dare filo da torcere a tutti.
Non ci si aspettava il Città di Chiusi e il Cetona così in basso, ad essere onesti. Gli autarchici hanno probabilmente avuto le vertigini dopo lo straordinario 5° posto dell’ultimo campionato, non trovando mai (in questo) la quadratura che gli aveva permesso di arrivare così in alto. I biancoverdi, invece, avevano impressionato con un mercato estivo simil-Genoa, pagando eccessivamente però nella scelta dell’allenatore, mai entrato (guardando i risultati) nelle dinamiche della squadra (e per questo, allontanato a novembre). Passa il tempo ma il Terontola è sempre lì e quindi risalta, tra tutte quante, il Buonconvento, che non doveva nemmeno esserci in Seconda ma che, con tenacia, ha saputo tener testa alle altre molto meglio dell’Atletico Piancastagnaio, fanalino di coda con la grande sfortuna di non aver mai potuto giocare tra le mura amiche del Comunale.

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