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11 metri – L’intervista a Michele De Masi e la risposta che ti lascia a bocca aperta…

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Siena – Tra le interviste che in oramai dieci anni di giornalismo quella che ieri ho preparato per Michele De Masi è la più strana, ma forse anche la più bella.
Con Michele ci lega un amicizia (anche se in ambito giornalistico non gli ho mai regalato niente) e una crescita professionale simile. O meglio la sua molto più alta della mia.
De Masi dai tempi degli juniores regionali con il Braccagni ed io a scrivere per Vivigrossetosport. Era il lontano 2008-2009.
In questi giorni volevo avere la sua testimonianza su come sta vivendo questa terribile situazione, ma volevo dare un taglio diverso.
Cercavo con lui di tornare a parlare di calcio, quello giocato e così giro delle domande. Volevo capire la sua esperienza a Coverciano per il super corso di allenatori o dei suoi mesi a Montalcino.
Mi attendevo delle risposte ben precise e dettagliate come fa sempre De Masi.
Ed invece questa volta mi ha stupito.

<<Ti ringrazio per le bellissime domande che mi hai inviato e per aver pensato a questa intervista. Ho iniziato subito a rispondere con il solito entusiasmo di quando ci troviamo a parlare di calcio, come da anni facciamo. Poi però mi sono bloccato, e non sono più riuscito ad andare avanti. Mi sono sentito totalmente fuori contesto rispetto al periodo che tutti stiamo vivendo. Ognuno con le sue situazioni, ognuno degno del rispetto degli altri. Penso che al momento ci sono tanti problemi ben più gravi di come far fronte alla riapertura di un campionato, se sia giusto o sbagliato assegnare titoli o di come e se ripartirà la stagione prossima. Ora le priorità sono ben altre: dobbiamo cercare tutti di tirare fuori il nostro meglio. Contribuendo per quello che possiamo riusciremo a riavere le nostre vite. E allora chi come noi ama questo sport potrà nuovamente tornare a parlarne e a dargli il valore che reputa giusto solo in un contesto di normalità. Un abbraccio e scusami.. Ma questo è quello che provo e fingerei di essere qualcosa che non sono se facessi diversamente. Mi fa piacere parlare in privato di calcio. Ma pubblicamente mi sentirei più importante di quanto non sono.>>

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