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Intervallo – Terza “senese”: dove eravamo rimasti?

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Cinque giornate al termine, 3 punti di distanza tra la prima e le seconde a pari-merito, piazzamenti playoff tutti da decidere: come ci ha lasciato il girone senese della Terza Categoria?

Sebbene il Meroni sia apparso un team completamente stravolto rispetto all’anno scorso – in cui arrivò nella metà bassa della classifica -, la sua supremazia, che gli ha permesso di rimanere in testa dall’11° giornata , è stata messa costantemente in discussione dal Sant’Albino e dalla Virtus Biancoazzurra.

I biancoverdi senesi – che molti hanno però criticato per il manto del campo sintetico, ormai “finito” – hanno il miglior attacco, più punti ottenuti da ospite che tra le mura amiche e un’unica sconfitta: merito di una squadra giovane ma con grandi individualità, una su tutte quella di Marco Taddei. Romantica è stata anche la scalata del gialloverdi poliziani, trascinati dal capocannoniere del torneo Bruzzichelli (17 reti proprio come Taddei) e da un entusiasmo rinato nelle ultime due stagioni; lì, però, c’è anche la Virtus, vera mina vagante della categoria, con 9 reti subite in 21 partite. Perché non siano là in cima, è una domanda alla quale difficilmente si risponde: i soli 7 punti conquistati a cavallo tra la settima e la tredicesima giornata hanno avuto sicuramente il loro peso specifico, ma anche grazie al ritorno nel mercato di gennaio di bomber Francini i valdelsani sono riusciti a imporsi nuovamente tra le favorite per la vittoria finale.

La griglia playoff è chiusa dal Quercegrossa, ripartita due categorie più in basso ma senza dubbio tra le squadre più forti della categoria, e il Petroio, che è a debita distanza ma che vuole mantenere l’obiettivo della post season raggiunto nelle due passate stagioni. I blucerchiati sono insidiati dal Rosia, nato dalle ceneri della Policras Sovicille, squadra di grande spessore che però nella finestra di mercato invernale ha lasciato partire la sua punta di diamante, Merka, approdato proprio al Quercegrossa.

A metà classifica da evidenziare i campionati di Siena Nord, Vescovado e Raddese, che nelle scorse stagioni avevano sempre fatto fatica ad emergere: merito, forse, anche di campi abbastanza ampi per la categoria, a cui le squadre spesso non sono abituate, soprattutto il bellissimo sintetico di Acquacalda di proprietà della Robur Siena, in cui il Siena Nord ha saputo imbrigliare praticamente tutte le prime in classifica.

Discorso a parte, invece, per il Montepulciano Stazione. L’addio di Tommaso Rossi ha certamente ridimensionato le ambizioni di una squadra che, nella stagione passata, con una spettacolare cavalcata nel girone di ritorno, aveva sfiorato i playoff; tuttavia, in campionato, i biancoblù non hanno brillato, diversamente dalla Coppa Toscana, dove invece hanno raggiunto la finale contro il Quercegrossa battendo in semifinale il Meroni per 1-0.

Fanalini di coda Monticchiello, Geggiano e la new entry Montanina: per i ragazzi di Montefollonico, comunque, una stagione tutto sommato positiva, con tanti buoni risultati tra cui il rocambolesco 5-3 rifilato al Sant’Albino.

A chiudere la classifica, con soli due punti, il Castiglion d’Orcia.

Questa la classifica a cinque giornate dal termine del campionato

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