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La Pianese ripartirà da Catalano? Il tecnico che, in questa stagione, non l’ ha allenata nemmeno per un minuto

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Piancastagnaio -Beffardo e inconsueto il destino che ha accompagnato Pasquale Catalano, in questa porzione finale di stagione della Pianese. Il tecnico siciliano, chiamato dal presidente Sani, al capezzale della sua squadra, dopo la sconfitta di Alessandria con la Juventus Under 23 e la successiva interruzione per il Covid 19, per prendere il posto dell’esonerato Marco Masi, non ha allenato, nemmeno per un minuto, la formazione amiatina. Non solo, oltre a non entrare mai sul terreno di gioco, pur essendone la nuova guida tecnica, non ha nemmeno mai raggiunto Piancastagnaio. Una decisione, tra l’altro, mai ufficializzata, al pari dell’esonero di Masi, dalla società’, impegnata in quel momento ad affrontare l’emergenza Covid 19, con quattro tesserati e un magazziniere risultati positivi al virus. La società con l’evolversi della situazione, che ha portato prima alla sospensione per due mesi del campionato e ora alla sua imminente chiusura anticipata, non ha più affrontato la situazione della sostituzione della guida tecnica, non tornando mai sull’argomento e lasciandolo cadere nel dimenticatoio. Catalano non ha mai voluto uscire allo scoperto, ma ora la vicenda si ripropone considerando che, con il probabile congelamento delle retrocessioni per la prossima stagione, decisa nei giorni scorsi dal direttivo della Lega Pro e che dovrebbe essere ufficializzata il 4 Maggio, la Pianese dovrebbe mantenere la categoria e dovrà quindi iniziare a programmare il prossimo mercato e la conseguente nuova stagione. Chi sarà, quindi, il nuovo allenatore degli amiatini? Il presidente Sani, colpito dagli ultimi eventi, sembra essersi defilato, vittima di una stanchezza da calcio che lo potrebbe portare anche a un progressivo disimpegno nei confronti della sua creatura, considerato anche l’espansione in ben tre continenti della sua azienda. Catalano, spinto a Piancastagnaio dal Parma, su consiglio del diesse ducale, Daniele Faggiano, che lo stima molto, con il quale la Pianese, da due stagioni, vanta un proficuo rapporto di collaborazione, apertosi con la cessione di Golfo, potrebbe rappresentare la ripartenza tecnica. Una ripresa meno traumatica, meno indolore, già pronta in casa e che sposerebbe un programma di transizione e contenimento dei prezzi, senza nessuna pretesa, con un ingaggio, tra l’altro, modesto. Il vissuto di Catalano, questo lo conferma, vista anche la precedente esperienza in categoria a Prato, nella stagione 2017-18, quando con una rosa giovane e costretta a giocare a Pontedera le partite casalinghe, capitolo’ solo ai play out. Dopo la primavera del Parma, guidata nella passata stagione, e la forzata disoccupazione di questa ultima annata, la Pianese gli offriva la possibilità di un riscatto in Lega Pro, con l’obbiettivo di una non facile salvezza. Riscatto e rivincita, che, a questo punto, potrebbero concretizzarsi nella prossima stagione. Patron Sani permettendo, un personaggio che valuta sempre tutto senza mai farsi trovare impreparato e l’unico che, in casa Pianese decide: ed e’ anche legittimo che sia così, considerati gli investimenti sopportati in questi lunghi anni, di dispendiosa presidenza.

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