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Prima Categoria

11 Metri – Mino Stabile, prep. atl. Ponte d’Arbia: “Ai ragazzi ho mandato un programma per non ingrassare. Ponte, una famiglia”

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Dalla Puglia alla Toscana con un viaggio (al momento) di sola andata. Cosimo StabileMino per tutti – è una di quelle persone che, quando parla, si capisce subito che ha un’amore smisurato per il pallone che rotola: l’anno scorso, col Quercegrossa, sfiorò la finale dei playoff di Prima e quest’anno, con la neopromossa Ponte d’Arbia, ha ben figurato nello stesso girone che il preparatore atletico aveva conosciuto coi rossoblu di Castelnuovo Berardenga. Lo abbiamo contattato, anche per sapere come possono mantenersi in forma i calciatori di fronte ad uno stop così lungo.

Ciao Mino, come va? Com’è la situazione a Ponte d’Arbia? Abbiamo visto, ormai quasi un mese fa, che la società ha fatto anche una donazione importante alla Protezione Civile...
Il calcio manca tanto ma al momento ci sono altre priorità, in cima alla lista delle cose importanti. Quella del Ponte non è una società, ma una famiglia pronta ad aiutare chi ne ha bisogno. Quest’anno ho avuto a che fare con uomini veri.

Come giudichi il campionato di quest’anno dei tuoi biancoazzurri?
Siamo partiti come una neopromossa, eravamo una mina vagante. Ci siamo tolti delle grandi soddisfazioni: non è da tutti bloccare l’Albinia dopo 11 vittorie di fila (0-0 al Fedeli) e vincere contro Aurora Pitigliano, Amiata e Massa Valpiana – squadre che, se guardate la classifica, sono tutte in cima.

L’anno scorso a Quercegrossa con Marchi, quest’anno a Ponte d’Arbia con Lisci. Come ti sei trovato con entrambi e in cosa si differenziano questi due allenatori?
Marchi e il Quercegrossa sono stati per me un trampolino di lancio: Daniele mi ha trasmesso valori calcistici e umani che sono ormai cosa rara. Con Lisci è stato un vero e proprio ritorno, in quanto avevo già collaborato con lui alle Serre (stagione 2016/2017, ndr) raggiungendo un playoff fuori dalle aspettative iniziali. Tutti e due sono molto preparati ed hanno un rapporto umano importante con gli atleti.

Se lo chiedono un po’ tutti, tu sei un preparatore atletico e puoi schiarirci le idee: come si tiene in allenamento una squadra di calcio, in situazioni come queste? E soprattutto, cosa fai fare ai tuoi biancoazzurri da quando si è fermato il campionato?
Sono sincero: per un dilettante è dura, visto che il calcio è visto come un hobby – non per tutti, ma per molti. Non ti nascondo che parecchi ragazzi hanno trovato il modo di fare qualcosa; io, in ogni caso, gli ho girato un piccolo programma pratico che servirà solo per non metter su qualche chilo.

In caso di ripartenza, c’è il rischio di avere ricadute fisiche? La probabilità di infortunarsi aumenterebbe o rimarrebbe identica a prima?
Dal mio punto di vista ripartire sarebbe rischiosissimo da un punto di vista fisico, perché stare fermi per molto tempo (come, ad esempio, nella classica pausa estiva) e riprendere solo per poche partite può solo provocare infortuni.

La FIGC andrà verso un annullamento o una chiusura dei campionati, con annesse promozioni e retrocessioni? In generale, quale strada si dovrebbe percorrere, secondo te?
Qualsiasi cosa decida la Lega sarà motivo di critica ma non ti nascondo che, visto che i 3\4 dei vari campionati si sono svolti, è giusto che si dia loro un senso. Parlando del girone F della Prima Categoria, una società come l’Albinia ha il sacrosanto diritto di avere un riconoscimento, visto che le mancava solo 1 punto per la matematica promozione. Vedremo…

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