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Lo strano silenzio di Maurizio Sani, patron della Pianese.

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Piancastagnaio – Un silenzio che si presta a molteplici considerazioni. Maurizio Sani, presidentissimo della Pianese, che ha portato grazie alla sua passione e a un inesauribile impegno economico dalla Promozione alla Lega Pro, si è chiuso nel suo silenzio dall’inizio dell’emergenza Covid 19: quando nei giorni successivi alla gara di Alessandria con la Juventus Under 23, quattro tesserati e un magazziniere della società, risultarono positivi. Maurizio Sani, che si pose subito in isolamento al pari dei tesserati, dei tecnici, dei dirigenti e del personale della società, impose una sorta di silenzio stampa per preservare la sua creatura da inopportune fughe di notizie. In questi due mesi e mezzo, Sani, personaggio che ama la ribalta e i riflettori, per le sue dichiarazioni forti, colorite, appassionate, che bucano il video, non ha mai fatto sentire la sua voce. Una voce, invece, indispensabile per rilanciare il progetto Pianese, dopo il primo anno di Lega Pro, caratterizzato da alti e bassi e coinciso con l’esonero fantasma di Marco Masi con Pasquale Catalano, mai ufficializzato proprio per gli effetti del Covid 19. In questi mesi di sospensione del campionato e in attesa delle imminenti decisioni della Lega Pro, in merito al futuro di questa stagione che dovrebbe portare a quattro promozioni, le prime tre di ogni girone più la quarta per sorteggio e all’azzeramento delle retrocessioni, Sani sembra che abbia riflettut o a lungo sul da farsi.

Ai suoi più stretti collaboratori, Sani ha mostrato una certa stanchezza, provato dagli ultimi eventi, per più di venticinque anni di calcio in prima linea, attingendo sempre alle sue cospicue risorse economiche. Un vero e proprio mecenate al servizio della collettività, espressione di un comune di poco meno di cinquemila anime, lui che ne rappresenta il vessillo imprenditoriale di successo, con la sua azienda radicata nel mondo e presente in ben tre continenti. Gli ultimi eventi legati ai disastrosi risultati economici scaturiti dalla Pandemia, hanno costretto Sani a inserire, per la prima volta nella storia della sua azienda di mobili, i dipendenti in cassa integrazione. Una necessità che lo avrebbe ancor più amareggiato e spinto a interrogarsi sul suo futuro alla guida della Pianese e a ridisegnare, in linea con la situazione economica del paese, il suo impegno e il suo intervento a sostegno della realtà calcistica: un operato necessario per sciogliere i primi nodi, riguardanti la componente dirigenziale, il nuovo staff tecnico, ai quali affidare una rosa competitiva e a cascata abbracciare anche il settore giovanile, organizzato in sinergia.con l’Invicta Grosseto. Silenzio assoluto a tal proposito, nulla trapela e la cosa preoccupa.

Sani, poi, nell’ultima stagione non ha digerito il dover giocare le gare casalinghe a Grosseto e questo aspetto, se la situazione stadio non sarà risolta, potrebbe orientare ancor di più, in una c’era maniera, le sue scelte. La Pianese e’ Sani, questo in maniera indissolubile, il patron sa benissimo
che, la seconda stagione in Lega Pro, deve essere nuovamente affrontata con programmi e obbiettivi mirati, in linea con le aspettative delle ultime due annate. Passato ques

to momento di sofferenza generalizzata, è auspicabile che Sani esca fuori nuovamente allo scoperto e con il suo piglio da condottiero, esponga con chiarezza le direttive future di un sodalizio che, nel panorama del calcio professionistico italiano, rappresenta un unicum, nel rapporto tra bacino di utenza e partecipazione a un campionato di così elevato livello. Sani deve parlare chiaro, rilanciare o ridimensionare il progetto, e in questo secondo aspetto, potrebbe anche essere legittimo: il tutto, e lui ne è ben cosciente, solo per il bene della Pianese, che merita, proprio perché si tratta di una bella favola, di continuare a sognare in Lega Pro.

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