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11 Metri – Din don, Casa Autarchici: “Abbiamo i punti che meritiamo. No ad un campionato estivo”

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Non dev’essere semplice, in questo particolare periodo, stare lontano dai propri affetti (o congiunti, come si dice ultimamente). Sebbene il Governo abbia acceso uno spiraglio, con l’ultimo decreto, per il loro ritorno a casa, “il GalloAlessandro Feri e Francesco Tistarelli sono due dei tanti studenti rimasti al proprio domicilio universitario – nel loro caso, a Firenze – dall’inizio del lockdown. Sebbene non siano completamente soli – con loro c’è anche Simone Burchielli, ex centrocampista biancorosso -, i due autarchici del Città di Chiusi (società in cui militano soltanto giocatori che hanno a che fare con Chiusi, una sorta di Athletic Bilbao senese) ci hanno parlato della loro personale quarantena fiorentina e della stagione calcistica rimasta a metà.

(“A” per le risposte di Alessandro, “F” per le risposte di Francesco)

Autarchici nello spogliatoio e nella vita, visto che da inizio marzo siete in esilio universitario a Firenze e non avete contatti umani con l’esterno. Vi sopportate ancora, malgrado il lockdown?
A: Ormai con il Tista ci conosciamo da molto tempo, siamo coinquilini da 4 anni e viviamo come fratelli. Al momento abitiamo anche insieme a Simone (Burchielli, ndr) e stiamo trascorrendo la quarantena qui a Firenze; diciamo che nel male ci è andata bene, dato che un modo per distrarci lo troviamo sempre.
F: Considerando che, ormai da diversi anni, vedo più lui di famiglia e fidanzata, il lockdown in questo senso ha stravolto poco e niente: diciamo che, di tutti gli aspetti che hanno cambiato la nostra vita recente, è di sicuro quello che si è sentito di meno. Ormai siamo abituati.

Com’è la situazione a Firenze? Che vi dicono i vostri compagni di squadra su ciò che succede a Chiusi che, secondo le statistiche, è tra i paesi della nostra provincia più colpiti dal coronavirus?
A: ci sentiamo regolarmente. Non ci sono grandi differenze, in questo momento, tra vivere a Firenze e vivere a Chiusi, perché con il lockdown totale siamo limitati allo stesso modo. È stato il comune più colpito, ma la situazione sta migliorando e si rialzeranno presto anche loro.
F: A Firenze la situazione sembra essere sotto controllo, nella zona dove abitiamo è tutto abbastanza tranquillo. A Chiusi la situazione è stata – in scala – sicuramente più preoccupante rispetto ai paesi circostanti, ma fortunatamente tutto sta tornando alla normalità. Con i compagni di squadra ci sentiamo spesso, c’è voglia da parte di tutti di rivederci e, ovviamente, anche di tornare a giocare.

Non sarà la vostra preoccupazione principale, quella di tenervi in allenamento…
A: È vero, ma cerco di tenermi in allenamento il più possibile, anche se siamo un po’ a corto di spazio in casa. Fortunatamente riusciamo ad organizzarci bene e facciamo attività sportiva casalinga più o meno 4 volte a settimana (principalmente lavoro a terra: addominali, flessioni, squat, ecc.).
F: L’allenamento, di sicuro, ha risentito della quarantena, perché nemmeno noi – come tutti – possiamo andare a correre, oltre agli allenamenti con la squadra a cui eravamo abituati. Si fa quel che si può in casa, con i limiti del caso, cercando comunque di esercitarci costantemente.

Il vostro Città di Chiusi non ha saputo ripetere l’ottima scorsa stagione. Perché? Ve l’aspettavate?
A: Diciamo che siamo una squadra un po’ particolare: è difficile aspettarsi qualcosa da noi (sto scherzando, ovviamente). In linea generale, per come siamo andati quest’anno, posso dire che abbiamo i punti che ci meritiamo.
F: Quest’anno, di sicuro, la situazione è ben diversa da come avevamo terminato la scorsa annata: ad essere onesti ci aspettavamo di fare un altro campionato, all’inizio della stagione; purtroppo, alcune cose non sono andate come da programma. Annate del genere possono capitare: l’importante è non perdere lo spirito di squadra e superare le difficoltà, per ripartire da capo l’anno prossimo.

L’uno risponda al reparto dell’altro: Gallo, cos’è che non ha funzionato nella difesa autarchica, quest’anno? Tista, perché in fase offensiva avete segnato così poco (i biancorossi sono il secondo peggior attacco del girone, ndr)?
A: eccetto qualche “domenica no”, difensivamente non siamo andati così male: per quanto mi riguarda, è stato il miglior reparto della nostra squadra. I risultati peggiori sono maturati a causa di un approccio sbagliato alla partita: non è stata solo colpa della difesa, ma in generale della fase difensiva.
F: L’attacco, di sicuro, è stato meno prolifico dello scorso anno, ma il problema della stagione non è di certo legato a questo reparto. Se abbiamo segnato di meno è stato un problema di squadra, anche se di occasioni la domenica ne abbiamo avute diverse e spesso siamo stati sfortunati: chiedete al collega per avere conferma! (Alessandro ha segnato 2 gol quest’anno, ndr)

Il presidente della FIGC Gravina ha detto, in tempi recenti, che molte società dilettantistiche (addirittura 3000) potrebbero sparire, se non “aiutate economicamente”. Pensate che il Città di Chiusi, che ha fatto dell’autarchia il proprio credo, sarà avvantaggiato rispetto agli altri quando partirà il prossimo campionato?
A: è un po’ presto per parlare di vantaggi e svantaggi. Vediamo che cosa deciderà il Governo riguardo a questa e alla prossima stagione; spero che riescano a trovare una soluzione che possa permettere al calcio dilettantistico, e quindi al Città di Chiusi, di sopravvivere
F: Sicuramente la nostra filosofia societaria, in termini di giocatori e rimborsi spese, potrebbe risentire meno delle conseguenze della pandemia, se messa a paragone con altre squadre che investono molto di più sull’organico e hanno spese maggiori rispetto alla nostra.

Ormai, è tempo di decidere cosa ne sarà del campionato di quest’anno: voi, se foste nella LND, che fareste?
A: Per quanto mi riguarda terminerei adesso il campionato senza promozioni e retrocessioni, cercando di trovare una soluzione che permetta al maggior numero di squadre di iscriversi al prossimo campionato (e quindi, per quanto possa essere difficile, stessi gironi e stesse squadre). Inoltre, non bisogna dimenticarci che per le categorie come le nostre, dove la maggior parte della gente lavora o studia, potrebbe essere difficile affrontare un campionato estivo con eventuali partite ravvicinate.
F: Personalmente non credo che ci siano le condizioni per la ripresa, ma lo ritengo un parere personale. La voglia è tanta da parte di tutti, ma un campionato che si protrae durante i primi mesi estivi sarebbe una novità abbastanza forte e sconvolgente, soprattutto per le nostre categorie. Si sente dire, anche, che dovremo giocare partite ravvicinate: oltre che portare problematiche dal punto di vista fisico, si deve capire che ciò sarebbe deleterio; si deve capire che, in categorie come la nostra Seconda, si gioca per passione e divertimento.

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