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11 Metri – Matteo Becherini, ds Voluntas Trequanda: “Bravi ad anticipare tutti per De Francesco. Noi sorpresa del campionato”

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“Non scrivevo così tanto da quando andavo alle medie”. C’è tutto Matteo Becherini in questa frase: un ragazzo simpatico che ha plasmato, nell’anno corrente, la Voluntas Trequanda che nessuno si sarebbe mai aspettato. Dopo la vittoria della Coppa di Terza Categoria nel 2017, nelle ultime due stagioni la compagine rossoblu ha sofferto in Seconda, riuscendosi a salvare, in entrambi i casi, al primo turno dei playout; se quest’anno, inizialmente, si era seguita la falsariga dei campionati precedenti, con la fine del 2019 e l’inizio del 2020, la Voluntas ha intrapreso un cammino strabiliante, bloccato soltanto dall’epidemia. Dove sarebbero potuti arrivare è una domanda, al momento, senza risposta.

La prima domanda, visto il periodo, è d’obbligo: come va? Potremmo azzardare che stai passando la quarantena a cercare nuovi giocatori per il Trequanda
È una situazione molto difficile, si fa fatica a capire e gestire questo maledetto momento. Spero che venga trovata una soluzione e spero, pian piano, di tornare alla normalità. Per noi dilettanti, escludendo alcune voci di corridoio, non ci sono tante notizie. Per il momento aspettiamo ma accetteremo il verdetto, qualunque sarà la decisione che verrà presa.

Sei tra i direttori sportivi più giovani della zona. Com’è nata questa “carriera”? È molto diverso il calcio dilettantistico visto dalla scrivania, piuttosto che dal campo?
In effetti sì, sono uno dei più giovani. È nato tutto grazie alla follia di un gruppo di amici che avevano la voglia di tornare a giocare tutti insieme dopo anni passati in vari campionati, abbiamo allestito una squadra di terza categoria che per nostra fortuna ha ben figurato e si è fatta conoscere; da lì in poi, ho avuto esperienze importanti come Petroio, Bettolle e adesso Trequanda. Il calcio visto dalla scrivania ha un altro sapore, ti porta a usare di più la testa e ad avere reazioni meno istintive e, tra le cose più importanti, a instaurare rapporti piacevoli con altre società e con i vari dirigenti. Permettimi di dire, però che il calcio è bello tanto da giocatore quanto da dirigente.

È stato un campionato a due facce, quello del Trequanda: 8 punti su 33 prima di dicembre, 22 punti su 30 dopo dicembre; Francesco Paesano (l’allenatore dello scorso anno, ndr), quest’estate, aveva detto che la Voluntas sarebbe stata la squadra sorpresa. Ha colto nel segno, direi.
Mister Francesco Paesano è di parte ma ha avuto ragione perché, senza dubbi, siamo stati noi la sorpresa del campionato. Se la prima parte di campionato è stata negativa, nella seconda parte abbiamo fatto una bella serie di risultati positivi. Forse – e questo è un mea culpa – cambiare 12 elementi a inizio stagione è stata una scelta esagerata: c’è voluto un po’ di tempo per amalgamarsi e per fortuna, grazie anche a mister Luca De Nisco, abbiamo recuperato alla grande.

Per tutti quanti, il colpo dell’anno è stato Mirko De Francesco in maglia rossoblu. Raccontaci, per filo e per segno, com’è andata la trattativa.
Mirko è stato, chiaramente, il valore aggiunto a una rosa che, secondo molti, non doveva nemmeno stare così in basso in classifica: si è messo a disposizione dei compagni e insieme agli altri ragazzi è riuscito ad alzare il livello tecnico; grazie alle prestazioni di tutti, poi, sono finalmente arrivati i risultati. “Prenderlo” non è stato troppo difficile: siamo stati bravi ad anticipare tutti e soprattutto, insieme a lui, abbiamo preso un altro giocatore fuori categoria che si chiama Manuel Amici. Siamo stati fortunati perché, abitando a pochi passi l’uno dall’altro, avrebbero viaggiato insieme, e questo ha reso il tutto ancora più facile.

Che tipo di allenatore è De Nisco? Perché proprio lui, alla guida del Trequanda? E chi è, tra tutti i tuoi giocatori, quello che ti ha impressionato di più quest’anno?
De Nisco
, insieme al suo vice Paterni, erano il profilo giusto per questa squadra: un mix tra giovani e “ragazzi cresciuti”, in un ambiente dove è importante fare gruppo e divertirsi insieme, prendendo seriamente e a cuore le sorti della squadra. Sono stati tutti bravissimi, da chi ha giocato di più a chi ha giocato meno. Se dovessi fare un nome tra tutti, ti direi Brandini, il nostro capitano. Dopo anni passati un po’ sottotono, quando ha giocato non ha mai fallito l’appuntamento.

Un campionato che, al momento dello stop, ha visto prevalere Poliziana e Atletico Piazze. Te l’aspettavi? Che campionato è stato?
Se devo essere onesto davo per favorite altre squadre, ma a 6 giornate dalla fine i numeri parlano chiaro e non mentono mai. La Poliziana è una squadra quadrata con giovani e qualche ” volpone” interessanti ma è l’Atletico Piazze che, secondo me, gioca il miglior calcio in Seconda Categoria.

Sei tra quelli che vorrebbero che la stagione venisse annullata o che si concludesse con promozioni e retrocessioni? Dicci la tua opinione.
Ripartire sarebbe bello, ma razionalmente è impossibile. Non trovo giusto annullare i risultati ottenuti sul campo, dato che mancano veramente poche partite al termine. Sicuramente, io sono tra quelli che sono favorevoli a far promuovere la prima e far retrocedere l’ultima, procedendo poi con i ripescaggi a partire dalle seconde classificate. Sarò sincero: spero che le nostre società sopravvivano alla crisi.

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