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Prima Categoria

Intervallo – Prima “F”: dove eravamo rimasti?

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Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, tutti sanno che il girone F della Prima Categoria è stato caratterizzato dall’egemonia dell’Albinia, squadra schiacciasassi capace di vincere 21 partite su 24 e di non perdere mai. Il Paris Saint-Germain grossetano – a cui, ahimè,mancava un solo punto per la matematica vittoria del campionato – non sono mai stati messi in discussione da nessuno, nemmeno dall’Olympique Marsiglia valdorciano chiamato Pienza: alle imbucate di Angelini (24 gol in 24 partite) ha sempre risposto l’estro di D’Aniello, alle parate di Bigoni hanno sempre risposto i riflessi di Minocci ma i biancorossi senesi, probabilmente, erano già contenti del clamoroso risultato ottenuto in qualità di neopromossa.

Benino hanno fatto anche lo Scarlino e il Massa Valpiana. Sia chiaro: nessuno mette in discussione il loro 3° e 4° posto ma il fatto che, secondo molti, dovevano essere loro le vincitrici della categoria. I giallorossi hanno fatto troppi passi falsi per poter salire in vetta (la loro difesa ha subito più gol – ad esempio – del Ponte d’Arbia, 11° in classifica), e gli arancioblu sono stati esageratamente altalenanti (8 sconfitte, per chi vuole vincere, sono davvero troppe). La griglia playoff è chiusa dai giovani dell’Amiata: i ragazzi amaranto – una vera e propria Ajax del girone, vista la bassa media età – avrebbero potuto insediarsi qualche posizione più in alto, considerati i due scontri diretti e le quattro partite rimanenti, completamente alla portata.

Fuori dal post season, Aurora Pitigliano, Argentario e FonteBelverde e Manciano potevano fare molto di più. Se le tre grossetane ci interessano meno da un punto di vista geografico, i biancoverdi di San Casciano – che, ai nastri di partenza, avevano probabilmente il miglior attacco del campionato (D’addario, Chimezie, De Luca, Martino con alle spalle Valentini, autore di 9 gol da centrocampista) – hanno pagato dazio con una difesa gracilina (ai piedi del podio, per gol subiti). Con il tempo sono risaliti il San Miniato, che ha fatto del suo stadio il suo fortino, perdendo in 12 partite soltanto con l’Albinia, e il Ponte d’Arbia, che ha faticato ma che, da neopromossa, oggi sarebbe salva senza bisogno di andare ai playout.

La zona playout, appunto, è stata in continuo mutamento. Al momento, il Caldana sarebbe la squadra meglio posizionata, con risultato e partita in casa a suo favore; il Torrenieri si è dato da fare ma non ha mai convinto, pareggiando il conto di punti con una Virtus Chianciano esagerata nel 2019 ma precipitata nel 2020: l’impressione, però, è che, se il campionato fosse giunto a termine, dal Manciano (29 punti) ai viola termali (24 punti) sarebbe stata una vera e propria battaglia per il mantenimento diretto della categoria. Chiudono la classifica Sorano e Gracciano, quasi spacciate anche a causa della regola della forbice.

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