Connect with us

Prima Categoria

11 Metri – Matteo Severini, anima del Chianciano: “Dalla Juniores alla prima squadra c’è un abisso. Rimango alla Virtus al 100%”

Published

on

Da che mondo è mondo, i giocatori di pallone si distinguono per 3 qualità: fisico, piedi e cervello. A livello dilettantistico, sono pochi ad essere completi in tutto: c’è chi con un po’ più di testa avrebbe potuto fare meglio, chi ha i piedi storti e chi – non ci si può fare niente – pecca nella fisicità. Matteo Severini fa parte di quest’ultima tipologia e da gracilino – come si definisce lui – è riuscito comunque a ottenere le chiavi del centrocampo della Virtus Chianciano, in Prima Categoria “F”. Chi lo ha visto ha detto che è un po’ Pizarro e un po’ Jorginho e, per il modo che ha di far girare il pallone in partita, nel paese termale lo hanno soprannominato Lavatrice. Lo abbiamo raggiunto, per fargli qualche domanda.

Matteo, tra calcio e scuola ancora non si sa che terra ci regge. Non dev’essere facile per te che, come molti altri, ancora studi…
Sì, non è proprio facile, ma devo dire che le scuole, a mio avviso, si sono attrezzate bene adottando l’ormai ultra-citata didattica a distanza. Sono mesi difficili soprattutto per chi lavora, in fondo a noi studenti la scuola ci tiene impegnati e le giornate passano più velocemente. Questi due mesi li ho sfruttati per mettermi in forma, visto che fisicamente sono gracilino: ho iniziato un vero e proprio programma di allenamento, mi serve molto anche per liberare la mente e per passare qualche ora senza pensare ad altro.

L’anno scorso hai fatto parte della Juniores Nazionale della Sinalunghese, quest’anno sei tornato a Chianciano per giocare nella Virtus. Come mai questa scelta?
È stata una scelta molto difficile perché ho trascorso un anno bellissimo a Sinalunga – 4° posto in campionato e finale playoff persa con la Sangiovannese, ndr -, ma volevo iniziare a far parte del calcio dei grandi e, così, sono tornato a casa. Cominciare dalla Virtus è stato molto importante per me: una delle ragioni sicuramente è stata la voglia di rappresentare il mio paese. Da bambino (ma anche tutti gli anni successivi) ho sempre seguito la squadra viola: ero presente quando abbiamo vinto contro il Pienza a Bettolle – finale playoff di Seconda Categoria N del 2017/2018, ndr – e vedere tutte quelle persone di Chianciano allo stadio mi ha fatto venire un forte senso di appartenenza.

Un campionato difficile, quello della Virtus, in una squadra completamente nuova.
È stato un campionato complicato, e iniziare subito con l’imbarcata presa contro il Massa Valpiana non è stata la migliore delle presentazioni; nelle partite successive, però, abbiamo dimostrato di essere una squadra compatta e con un grande spirito. Il girone di andata, a parer mio, è finito in maniera positiva, forse ci meritavamo addirittura qualche punto in più. Ultimamente avevamo messo insieme un trend negativo di sconfitte, anche a causa della forma fisica non ottimale di alcuni di noi (conseguenza, appunto, della grande prima parte di campionato): cose che capitano, insomma.

Un rendimento altalenante, quello dei viola. Ce l’avreste fatta a salvarvi? Chi sarebbe retrocesso, secondo te, se la prima categoria avesse avuto una conclusione?
Sono convinto che ce l’avremmo fatta, ma non senza problemi. Indifferentemente da chi ci troviamo davanti, per noi ogni partita è una battaglia: sono sicuro che alla fine ne saremmo usciti vincitori. Ho visto molto di più in difficoltà il Gracciano, il Sorano e il Caldana: se le prime due, al momento dello stop, erano già quasi spacciate, l’altra papabile a retrocedere sarebbe stata la terza. Come si dice sempre, però, il calcio è strano, e quindi sarebbe potuto succedere di tutto.

È stato l’anno del tuo esordio tra i grandi. Quanto è diverso il calcio giovanile da quello “adulto”?
È molto diverso, in molti aspetti. Senza dubbio, la differenza più grande riguarda l’aspetto fisico, perché non giochi più contro ragazzi della tua età ma con persone adulte; il secondo è quello della velocità di gioco e di pensiero che devi avere: non sembra ma dalla Juniores alla prima squadra c’è un abisso. Poi ovvio, c’è la cosa più importante: l’esperienza.

Non si tornerà in campo, con ogni probabilità, per finire questa stagione. L’anno prossimo lo rinizierai con la maglia della Virtus?
L’anno prossimo continuerò a giocare a Chianciano, non ho nessun tipo di dubbio. Credo che, in queste categorie, tra le cose più importanti c’è il gruppo: la Virtus Chianciano, da questo punto vista, è molto avvantaggiata rispetto ad altre società e ne voglio far parte al 100%.

Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Facebook


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: