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11 Metri – Valerio Bonsignori, veterano del Radicofani: “Smetto di giocare. Con Savelli abbiamo cambiato marcia”

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Anno dopo anno, partita dopo partita, è sempre stato lì a fare legna sul prato verde dello Stadio dei Martiri. Ormai, Valerio Bonsignori è diventato uno degli emblemi viventi della Nuova Radicofani tanto che, quando gli abbiamo chiesto chi avremmo potuto intervistare, ci è stato detto di chiedere qualcosa alla “bandiera rosanero”. Problemi non ce ne sono stati: trovato e interrogato.

A 44 anni, sei tra i più “anziani” della categoria; mai, immagino, avresti pensato di passare un periodo così. Come si è vissuta il lockdown a Radicofani?
Purtroppo nessuno si sarebbe immaginato una situazione del genere. Il lockdown l’ho passato in casa come tutti e mi sono goduto mio figlio Claudio. Ho fatto un po’ di corsa col tapis roulant e un po’di esercizi fisici per mantenermi in una forma decente; ora, visto che è possibile farlo, vado a correre all’aria aperta.

Che realtà è quella del Radicofani?
È una realtà piccola ma, comunque, molto particolare. La società è serissima e composta da persone fantastiche che fanno tanto per mantenerla in piedi. Devo essere onesto: spero che il coronavirus non metta i bastoni tra le ruote alla mia e alle altre società, che faticano ogni anno per gestire al meglio la stagione. Insomma, spero che questo continui ancora per molto tempo.

All’inizio dell’anno, nemmeno i tuoi dirigenti pensavano di essere messi nel girone senese. Che differenze ci sono tra questo e quello grossetano? Qual è più difficile?
Visto che li ho giocati entrambi, penso che il girone grossetano sia meno equilibrato: ci sono squadre di vertice che sono veramente fortissime ma nella bassa classifica, alla fine, ce ne è sempre qualcuna che molla. Secondo me, in quel girone, salvarsi è più facile; l’aretino/senese è, al contrario, più equilibrato, e anche con l’ultima in classifica è durissima fare risultato. La salvezza, qui, è più dura da ottenere.

Un campionato positivo, quello dei tuoi rosaneri.
Siamo partiti male e abbiamo avuto diversi problemi all’inizio: molti infortuni e una condizione non buona, misti ad una rosa ristretta, hanno fatto sì che non ci siamo potuti allenare bene tutti insieme. Con l’arrivo di mister Savelli – non che le colpe prima fossero di Serafinelli – abbiamo cambiato marcia e, a parte un paio di partite, abbiamo fatto veramente dei bei risultati. In ogni caso, nel complesso, potevamo fare molto di più.

Poliziana, Atletico Piazze e Fratticciola: contro le prime della classe, nel girone di ritorno, vi siete tolti qualche soddisfazione. Chi è stato il giocatore che più ti ha sorpreso quest’anno, nella tua squadra?
Si, in effetti con le prime della classe abbiamo fatto delle partite fantastiche: con le motivazioni giuste, secondo me, potevamo stare a ridosso dei playoff. I vecchi compagni li conoscevo bene e hanno fatto tutti quello che sanno fare, ma il giocatore che mi ha impressionato di più (anche se non ha fatto una stagione eccezionale per vari motivi) è stato Michael Zammarchi: ha delle doti che si trovano in ben altre categorie. A pensarci bene anche Lorenzo Forti, giocatore eccezionale e (ancor di più) ragazzo meraviglioso.

Futuro: se il prossimo anno si tornerà a giocare, ci sarai o appenderai le scarpe al chiodo?
È una decisione che ho preso alla fine di questa stagione: vorrei smettere di giocare ma, se la società vorrà, sarò felice di dare una mano.

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