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Mercato – “God Save The Bridge”, la lettera di Marco Annesanti per salutare il Ponte d’Arbia

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Ponte d’Arbia – Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato del Ponte d’Arbia, che racchiude la lettera di addio ai suoi ex compagni di Marco Annesanti, dopo 4 anni in biancoazzurro:

Cari amici,
vi scrivo questo messaggio per informarvi che il prossimo anno non sarò un calciatore del Ponte d’Arbia.
Per una serie di motivi sui quali non mi dilungo, non potrò prendere impegni con la società per la prossima stagione (almeno all’inizio) e vorrei condividere con tutti voi il mio pensiero sui quattro anni passati insieme.
Sono state annate molto diverse tra loro: la prima disastrosa, culminata con una retrocessione senza appello; la seconda tanto miracolosa quanto sfortunata; la terza trionfale, la migliore sotto ogniaspetto; la quarta sorprendente, considerate le aspettative degli addetti ai lavori e il risultato ottenuto. Sono state stagioni diverse, certo, ma tutte vissute nel segno di due denominatori:
il primo è stato un’identità paese-squadra-società che mai prima d’ora mi era
capitato di incontrare. È stata questa la prima cosa che mi ha colpito appena arrivato. Non ero mai stato abituato ad avere un rapporto così diretto con i tifosi o con i dirigenti o in generale con tutti gli abitanti. Non dimenticherò l’affetto che mi la gente mi ha dimostrato sin dal primo giorno, non dimenticherò tutte le volte che un qualche tifoso mi ha fermato alla fine di una partita per dirmi “Bravo, ma quando è che segni?”, non dimenticherò tutte le cene fatte insieme, non dimenticherò tutti gli sforzi che la società/il paese (devono essere per forza citati insieme) ha fatto e fa ancora per mantenere vivo e speciale questo piccolo angolino di Toscana. Ognuno di voi (giocatore, dirigente, abitante) mi ha insegnato qualcosa che sicuramente porterò sempre con me. Allo stesso modo spero anche io di avervi insegnato e lasciato qualcosa di me, che sia un ricordo, una parola o una battuta non importa, spero solo che come vi porterò nel cuore, lo stesso facciate anche voi.
E veniamo al secondo denominatore. Come ho scritto prima le stagioni sono state tutte diverse, anche se credo sappiate o immaginiate tutti quale resti la mia preferita. In tutte queste annate, però, sono stati con me altri quattro compagni che, dopo la retrocessione, hanno deciso di restare per riportare la società dove avrebbe meritato di essere. Ecco, mi piace pensare che con questo addio (ma non sarà mai un vero addio, anzi cito Califano: “Non escludo il ritorno”) si chiuda un ciclo: avevo promesso insieme a loro che avrei riportato il Ponte d’Arbia nella categoria che gli competeva e oggi posso dire di lasciarla dove l’avevo trovata. Questo non sarebbe stato possibile senza tutti voi, ma soprattutto non sarebbe stato possibile senza quei quattro ragazzi che, oltre a me, hanno sposato il progetto. Non farò i loro nomi perché tutti sapete a chi mi riferisco, ma vi chiedo di continuare a ricordarli e a tenerli stretti fin quando sarà possibile.
Mi sono dilungato troppo, mi dispiace, ma dovevo ringraziare in qualche modo tutti voi (giocatori, staff, dirigenti, amici, tifosi del passato e del presente) per non avermi fatto mai mancare nulla e per avermi fatto sentire speciale, fatto sentire a casa.
God save the bridge!
Vi voglio bene,
Marco Annesanti

A volte viene da chiedersi : “ ma chi ce lo fa fare ?”Un paese di poco più di 300 abitanti che si fa carico di…

Pubblicato da U.S. Ponte d’Arbia su Domenica 7 giugno 2020
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