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Serie D

Badesse, Corbucci non si pone limiti: “Possiamo arrivare in alto”

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(Dal sito ufficiale del Badesse)
Il vestito da semplice viceallenatore a Luca Alunno Corbucci va un po’ stretto. Quando lo vedi aggirarsi per il campo, capisci subito che in quel ruolo sono racchiuse tante figure. Lui, senza prendersi troppo sul serio, continua a dare indicazioni, confabulare con mister Guarducci e, se c’è l’occasione, innescare uno siparietto comico con qualcuno nei paraggi. Senza mai perdere di vista l’obiettivo: portare il Badesse più in alto possibile.
Luca, che voto daresti al Badesse dopo un mese di lavoro?
«Direi una bella sufficienza. Tra il 7 e l’8. In questo periodo ho visto tante cose positive, fuori e dentro il campo. C’è da lavorare, ma la direzione è giusta».
Cosa ti è piaciuto?
«L’atteggiamento dei ragazzi, sempre propositivi. Dalle quote ai meno giovani. C’è una grande voglia di fare e un ottimo clima di collaborazione. Sono ingredienti fondamentali per fare bene».
Cosa va migliorato?
«Siamo un cantiere aperto, che sta cercando di costruire le fondamenta di una stagione. Il lavoro da fare non è poco. Il primo aspetto da curare è la personalità».
Il vostro ostacolo più grande quale può essere?
«Io non vedo limiti per questa squadra, ma tutte le nostre qualità vanno rimesse alla prova del campo. Se l’approccio è giusto e c’è predisposizione al sacrificio, non ci deve spaventare niente. Altrimenti, ogni passo diventa difficile».
Avete tanti giovani. Come li hai visti in queste settimane?
«C’è qualità ed è bene così, visto il sistema delle quote. Devono essere consapevoli della grande occasione e dimostrare di poterci stare nella categoria. Tirino fuori il coraggio ed entrino in campo senza paura».
Spesso le quote girano tra porta e difesa. Non è un rischio metterli subito tanta pressione?
«In campo non ci sono ruoli facili. I ragazzi, come tutti gli altri, devono essere funzionali a un progetto di squadra. Noi, in queste settimane, li abbiamo impiegati anche davanti e a centrocampo. Se uno è pronto, la posizione non conta».
Il Badesse è completo così?
«La società è ambiziosa e se l’obiettivo è fare un campionato importante, qualcosa potrebbe mancare. Noi abbiamo dato le nostre indicazioni. I dirigenti sanno bene come muoversi e se c’è l’occasione, ci metteranno a disposizione ciò che serve».
Quanto pesano gli infortuni degli uomini di esperienza?
«Fa parte del caso. Gli stop in una preparazione vanno messi in conto. Sicuramente avere tutti a disposizione ci avrebbe aiutato. Alcuni sono vicini al rientro. Speriamo che per l’inizio della stagione l’emergenza sia rientrata».
Una valutazione sul gruppo?
«E’ giovane e sano. Si è creato un clima eccezionale sia dentro che fuori dal campo. Tutti danno il massimo. Non ci sono prime donne e c’è la massima collaborazione per raggiungere traguardi importanti».
Il tuo bilancio personale?
«E’ molto buono. Me lo aspettavo, ma poi averne la riprova è tutta un’altra cosa. La cosa che più mi è piaciuta è la sintonia che si è creata tra lo staff e poi la risposta dei ragazzi a tutte le nostre sollecitazioni».
Quanto conta il tuo passato da calciatore?
«Io sin dall’inizio ho messo a disposizione la mia esperienza. E sono contento che in tanti si siano affidati a me per rivedere varie situazioni del gioco. Credo che il modo di allenarsi dica molto sul calciatore che vuoi essere. Mi fa piacere quindi vedere il massimo impegno».
Sei anche uno dei primi a scherzare. Queste pause aiutano?
«Sono convinto che l’ora di allenamento vada fatta con la massima concentrazione. La testa deve essere lì. Poi però quando si stacca la spina, la parte ludica serve. Sia chiama gioco del calcio anche per questo. E così deve essere».
Chi è Fabio Guarducci?
«Una persona schietta, che sa molto di calcio. E’ un motivatore e uno che al gruppo dà tanto. Non lo scopro di certo io e sono felice di poter lavorare al suo fianco».
Il clima positivo si vede anche all’interno dello staff. Questa sintonia è un valore aggiunto sul campo?
«Noi siamo i primi che dobbiamo dare l’esempio. E’ logico quindi che se remiamo tutti dalla stessa parte, le cose saranno più semplici. Poi, i risultati non dipendono solo da questo. Intanto però, lavorare bene è un valido aiuto».
Dove può arrivare il Badesse?
«Sinceramente non lo so. Bisogna procedere partita per partita e guardare quello che si raccoglie. Come dice sempre il mister, noi dobbiamo provarci e dare tutto. se poi non ce la facciamo, l’importante è uscire a testa alta. E credo che il Badesse ci debba credere ciecamente».
Essere una neopromossa è un vantaggio o una pressione ulteriore?
«Il Badesse è una neopromossa, ma figlia di un progetto solido e ambizioso. Mi piacerebbe che si fosse la mina vagante del girone. Senza tanti proclami, ma con la convinzione di mettere in difficoltà tutte le avversarie».
Hai una preferenza per il girone?
«E’ un campionato competitivo e chiunque andremo ad affrontare ha delle qualità. Quindi non fa differenza, perché prima di tutto dobbiamo pensare a noi stessi».
Quanto può pesare l’incubo Covid sul campionato?
«Credo che al momento l’attenzione di tutti sia rivolta alla ripartenza. Speriamo che davvero il 27 si torni in campo. Lo stop è stato lungo e doloroso per tutto il movimento. Quindi sarebbe bello non fermarsi più ed arrivare fino in fondo».
Badesse che tappa è del tuo percorso professionale?
«E’ un passaggio importante e speriamo un’occasione per il futuro. So che devo crescere molto e far bene quest’anno è il primo passo per migliorarmi».
Avete alle spalle una società ambiziosa. Avvertite delle responsabilità?
«Assolutamente no. I traguardi e gli obiettivi devono essere stimoli per tutti noi. Abbiamo a disposizione tutto ciò che serve e un aiuto costante di tante persone. E’ un luogo ideale dove fare calcio e crescere».
Dopo un anno di lontananza, si torna a giocare al “Berni”. Il fattore campo quanto inciderà?
«Casa nostra deve essere un fortino. Quindi, nel nostro stadio ci dobbiamo far rispettare da tutti. Poi porta il nome di una persona alla quale ero e sono profondamente legato. E vorrei onorarlo al meglio».
Luca Corbucci sarà contento se…
«Se arriviamo più in alto possibile. Ma non dico dove. Mi piace sognare».

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