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EDITORIALE – La cosa più importante delle cose meno importanti

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In fin dei conti, il ritorno – ufficiale – al calcio giocato è filato liscio come l’olio (anche se, vista la quantità di acqua caduta domenica su tutta la provincia, più che liscio come l’olio è stato scivoloso come il sapone). Tutte le società hanno agito correttamente, seguendo il protocollo sanitario anti Covid il più precisamente possibile: gel sanificante in ogni dove, distanziamento sulle tribune, anche al bar gli spettatori sono riusciti a prendere il caffè dell’intervallo senza darsi troppe gomitate. Un chiaro segno che, quando serve, sappiamo tutti quanti essere più civili: anche perché, se Albert Camus diceva che“tutto quel che so sulla morale e sui doveri degli uomini, lo devo al calcio”, avrà avuto i suoi buoni motivi per pensarlo.
E’ stata, questa, la giornata dei derby: nemmeno a farlo apposta, probabilmente, la FIGC ne avrebbe potuti programmare in così grande quantità. Non tanto in Coppa di Eccellenza, dove il Poggibonsi è caduto tra le mura del Certaldo in quello che, sulle televisioni satellitari, considererebbero un vero e proprio posticipo della giornata calcistica; al contrario, in Coppa di Promozione ha fatto scalpore la sconfitta del San Quirico col Montalcino – ma “loro sono proprio forti”, ci hanno detto -, e quella del Mazzola Valdarbia con l’Asta Taverne, con il portiere arancioblè che “ne ha fatte di tutti i colori”. Non si sono fatte troppo male – anzi, non se lo sono fatte per niente – Pienza e Chiusi: un tiro di qua e uno di là, un crampo di qua e uno di là. Morale della favola: 0-0.
In Coppa di Prima, Poliziana e Torrenieri hanno pranzato sì alle 11.30 (come vuole la tradizione sportiva calcistica), ma si sono lasciate al contempo un gustoso dessert per il primo pomeriggio: i due club biancorossi hanno mandato la palla in fondo al sacco 4 volte, causando atroci mal di schiena agli estremi difensori di Virtus Chianciano e Torrita. San Miniato e Pianella si sono date appena appena un bacio sulla guancia, il Gracciano ha perso ma non si sa in che modo. Grande delusioni di giornata l’Atletico Piazze e la Fonte Bel Verde: tutti pensavano ad un match in cui sarebbero volati cartellini, crociati, menischi e qualche parola di troppo. Alla fine, le due squadre si sono fatte una carezza. Che poi, alla fine, forse è stato anche meglio così.
8 partite e 6 vittorie casalinghe, in Coppa di Seconda Categoria: il Castellina in Chianti e l’Acquaviva sono state le mattatrici di giornata, surclassando il Castellina Scalo e il Sant’Albino con risultati estremamente rotondi (che siano bugiardi, ci dispiace, ma ci crediamo poco); per non parlare del Radicofani, che ha segnato più gol nella partita col Città Di Chiusi di quanti ne aveva segnati nelle prime otto partite dello scorso campionato. La Virtus Asciano ha vinto in casa del Rapolano, e il Castell’Azzara è stato graziato divinamente nel momento in cui l’attaccante dell’Atletico Piancastagnaio ha buttato al vento al 90′ il rigore del possibile pareggio. Ci piacerebbe molto sapere anche che è successo nelle partite della Casolese, della Virtus Biancoazzurra e in MonteroniBuonconvento ma ahimè, ne siamo riusciti a reperire niente di più del risultato finale.
Se proprio dobbiamo fare una chiosa finale, non siamo stati perfetti nemmeno noi. Grazie ai corrispondenti dai vari campi, abbiamo cercato di essere più tempestivi possibile nel pubblicare gli articoli delle varie partite giocate: un po’ di casino l’abbiamo fatto ma, essendo la prima volta, avevamo bisogno di vedere (e capire) se l’esperimento sarebbe funzionato a dovere. E l’ennesima riprova che, anche per voi, come sosteneva Arrigo Sacchi, “il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti”. E che, come scriveva Nick Hornby in Febbre a 90, “non supereremo mai questa fase”.

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