Connect with us

Prima Categoria

PRIMA H – Virtus Chianciano, il presidente Cristiano Sanchini: “Questo protocollo sanitario taglia le gambe a tutti, così non si può giocare”

Published

on

“La ASD Virtus Chianciano Terme 1945 comunica che è stato riscontrato un caso di positività in un calciatore della propria squadra”: così iniziava il comunicato ufficiale pubblicato, nella giornata di venerdì 25 settembre, dalla società viola. Si tratta, come anticipato, del primo giocatore che ha contratto il virus in provincia di Siena in seguito alla riapertura delle competizioni ufficiali. Non potevamo non fare qualche domadna, in una situazione come questa, al presidente della società termale, Cristiano Sanchini.
Un periodo particolare per Chianciano, per non dire di peggio.
Si, questo momento è abbastanza preoccupante. Se durante il lockdown eravamo uno dei comuni della provincia virtuosi, con meno casi in assoluto, la riapertura delle scuole è stata davvero una tragedia. Al momento, ci sono 14 casi positivi e 133 in isolamento fiduciario, numero di cui fanno parte gli Amatori – a cui vanno i miei auguri – ma che non tiene conto di tutti quelli in quarantena della Virtus. Il numero, insomma, è destinato a salire: fortunatamente, da quel che si dice, i positivi stanno tutti bene, e questa è la cosa più importante.
Notizia di ieri è che c’è un ragazzo positivo al COVID nella sua Virtus.
Si, è quello che ho accennato prima: lunedì si pensava che la febbre potesse essere una conseguenza del temporale che abbiamo preso tutti a Montepulciano domenica, ma i sintomi che il nostro giocatore aveva erano comunque quelli tipici del Coronavirus. Mercoledì pomeriggio ha fatto il tampone, venerdì mattina il referto ha sancito la positività. Ripeto: sta bene. Gli siamo vicini tutti.
Inevitabilmente, la partita di Coppa col Bettolle non si giocherà.
Ad essere onesti, non l’avremmo voluta giocare in ogni caso. In accordo con gli altri consiglieri, infatti, già da mercoledì sera avevamo deciso, che anche se il tampone fosse risultato negativo, sarebbe stato troppo rischioso giocare, proprio per quanto sta a vendendo nel nostro paese. Il protocollo sanitario, così com’è, taglia le gambe a tutti.
In che senso?
Basta guardare cosa comporta. Con la positività di un giocatore, va in quarantena tutta la squadra e tutto lo staff tecnico: anche chi, come il guardalinee, rimane per 90 minuti da solo. Nel nostro calcio ci sono ragazzi che studiano, liberi professionisti che non hanno un reddito fisso, padri di famiglia che devono portare soldi a casa: come si può pensare che abbiano voglia di correre dietro a un pallone, se per un caso positivo si rischia di stare a casa 20 giorni anche si è negativi? Ma soprattutto: perché in Toscana funziona così, mentre in molte altre regioni va in quarantena soltanto il contagiato? Così non si può giocare: o si cambia, o si rimane a casa. Una soluzione, però, potrebbe esserci…
Quale? Si spieghi.
Si potrebbe pubblicare e firmare un comunicato congiunto con le altre società del luogo, con lo scopo di chiedere di non disputare il campionato a seguito dell’emergenza sanitaria: tutto questo nell’interesse e salvaguardia della salute degli atleti, delle loro famiglie e delle proprie attività ed impieghi,
che sarebbero fortemente minati dalle misure di isolamento dettate dall’attuale protocollo per il contenimento del Covid. Se è vero che l’unione fa la forza noi, di certo, non ci tiriamo indietro.

Advertisement
Click to comment
0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Facebook


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: