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Prima Categoria

PRIMA H – Damiano Rocchi, assessore Chianciano Terme: “Sembra quasi che la Federazione si limiti a fare il compitino”

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E’ un fiume in piena Damiano Rocchi, assessore del Comune di Chianciano Terme, che ha ascoltato l’intervento del presidente del CRT Paolo Mangini a Il Circolino e che ha voluto rispondere attraverso gli stessi canali di informazione.
Queste sono state, in sintesi, le sue parole: “Sono stato personalmente colpito da quanto detto lunedì sera dal presidente del CRT alla vostra trasmissione. Ho la sensazione che si voglia essere ciechi di fronte ad una situazione che oggi ha colpito Chianciano ma che può colpire tutti: si va avanti con delle decisioni a giocare dei campionati, a non concedere rinvii o stare vicini a società che sono state colpite perché il pallone deve andare avanti. Rimango colpito perché poi sembra quasi che chi sta in una Federazione debba limitarsi a fare il compitino e a gestire l’ordinario: sento parlare di direttive ministeriali, di ordinanze regionali, ma non sento dire nulla di indirizzo politico, perché una federazione è fatta dalle associazioni sportive dilettantistiche, e bisogna ascoltare quello che emerge dal tessuto sportivo. Se ci sono squadre del girone N di Seconda Categoria che dicono che non torneranno in campo, non lo fanno per fare un dispetto al presidente o al Comitato Regionale, lo fanno perché ci sono dei motivi oggettivi: mi sembra che questo, alla Lega e allo stesso Comitato Regionale, non gliene freghi niente.
Come Comune di Chianciano sentiamo maggiormente questo problema ma qui, come dalle altre parti, ci sono atleti che vanno a giocare a pallone per passione, ma fanno altro per lavoro: non si possono permettere di rischiare il posto di lavoro per avere la soddisfazione di correre dietro ad un pallone la domenica. Questo fa male: vedere che dal CRT non c’è vicinanza in questa direzione; fa male sentir dire che il Comitato Regionale ha cercato di fare la propria parte cercando un campo dove allenarsi: non è questo che deve fare un Comitato Regionale! Se il campo non c’è, non c’è per un motivo sanitario e non perché il sindaco vuole fare un dispetto a quella società sportiva. Mi sembra che non ci si renda minimamente conto del fatto che se un bambino è positivo mette in quarantena i genitori, che magari sono artigiani, che di conseguenza non possono andare a lavoro e non possono portare a casa la pagnotta. Questo fa male: vedere che i vertici di un Comitato Regionale non tengano minimamente traccia di questi aspetti della vicenda”.

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