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Prima Categoria

PRIMA H – Querelle CRT – Comune di Chianciano Terme: il presidente Paolo Mangini risponde a Damiano Rocchi

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Il presidente del CRT Paolo Mangini è intervenuto ad un’emittente televisiva locale per rispondere principalmente allo “sfogo” dell’assessore del Comune di Chianciano Terme Damiano Rocchi che, qualche giorno fa, aveva espresso il suo disappunto per quanto fatto dallo stesso CRT nei confronti della squadra viola: “Ho ascoltato molto attentamente e con interesse quello che l’assessore ha detto. Nel suo intervento, però, l’assessore ha utilizzato alcune frasi, del tipo che noi “avremmo fatto il compitino” e che “saremmo sordi e ciechi di fronte ad alcune società”: io penso che lui si stia riferendo a qualche altra organizzazione, non certo alla nostra; se si riferisse alla nostra, penso che non sappia cosa facciamo. Il Comitato Regionale, da sempre, ha avuto una vicinanza forte e stretta verso le società, ma non solo dal punto di vista economico: abbiamo preso anche alcune decisioni che abbiamo fatto interpretando i regolamenti, perché i regolamenti noi non è che li guardiamo tutti i giorni: i regolamenti stanno alla base di un’organizzazione, ma in alcune situazioni come questa devono essere anche in parte interpretati”.
Mangini ha poi continuato nel suo discorso, parlando della Virtus Chianciano: “La vicenda la divido in due momenti: il primo quando la Virtus purtroppo, come successo ad altre società, ha riscontrato degli elementi positivi al Covid: da lì sono dovuti andare in quarantena, che è finita il 5 di ottobre. Se io avessi dovuto seguire il regolamento, l’11 ottobre avrebbero dovuto giocare: a causa di questa problematica però, unita a quella della mancanza degli spogliatoi e al problema di dover ricominciare, abbiamo spostato le partite dell’11 e del 14; avendo dopo quella data sicuramente una rosa già pronta, io non potevo spostare anche quella del 18. Noi gli abbiamo detto di cercare un campo e che, al limite, potevamo aiutarli a farlo: anche “cercare il campo” non è una cosa da poco, fa vedere la vicinanza che diamo alle società. Noi non possiamo rimandare una partita solo perché non c’è il campo, quindi abbiamo cercato di dare anche questo ausilio. Poi è arrivato il secondo momento: ieri il presidente viola ci ha fatto presente che il problema non erano tanto gli spogliatoi, ma che c’erano problemi di positività pregressi, cioè che gli elementi che erano positivi al Covid lo sono tutt’ora: così cambia la prospettiva. Questo però, in maniera chiara, noi lo abbiamo saputo ieri: fino all’altro giorno, il problema maggiore erano gli spogliatoi. Allora, se cambia la prospettiva, cambia anche il modo in cui il Comitato cerca di risolvere la questione: abbiamo concordato, con il presidente, gare e recuperi, in modo che nessuno si senta penalizzato, mantenendo l’intero sistema in cui ci sono centinaia di squadre che non possono essere bloccate in questo momento. Devo tenere conto di tutte, anche delle vere necessità”.
In chiusura, un commento anche su quanto sui comunicati congiunti firmati dalle società di Prima Categoria F e Seconda Categoria N: “I nostri consiglieri di Arezzo e Siena hanno già contattato le società: io spero che scendano in campo domenica. L’ho già detto: il Protocollo Sanitario, purtroppo, non lo posso cambiare io; posso solo spingere la Regione, con un ulteriore colloquio, a modificare e soprattutto a uniformare le procedure che le varie ASL adottano nella nostra regione. Alcune hanno una procedura più soft, altre una più rigida: io vorrei che quella soft fosse patrimonio di tutte le ASL ma posso solo spingere gli enti preposti ad andare in questa direzione, anche perché questo problema non riguarda soltanto il calcio, ma l’intero sport”.

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