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Sinalunghese – Pianese, due anni fa fu doppio pareggio

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Giornata di derby quella di mercoledì 3 febbraio 2021. Nel girone E della Serie D, infatti, ce ne saranno ben tre: quello romano tra Ostia Mare e Trastevere, quello umbro tra Tiferno Lerchi e Sporting Trestina (soltanto 16 km di distanza) e quello senese – che ovviamente ci interessa di più – tra Sinalunghese e Pianese.
La squadra di Simone Marmorini non ha iniziato il nuovo anno nel migliore dei modi: in 5 partite, i rossoblu hanno ottenuto soltanto 3 punti, frutto dei pareggi contro Foligno, Aquila Montevarchi e Follonica Gavorrano. Se in queste uscite la prestazione corale c’è stata, nei match persi contro Trastevere e Sporting Trestina la squadra non ha saputo rialzarsi dopo l’iniziale svantaggio, rimanendo imbambolata al cospetto di due squadre che, comunque, sono tra le migliori del campionato (e la Sinalunghese non ha l’obiettivo di fare quel tipo di campionato). I nuovi arrivati in questa sessione di mercato – sebbene il ds Buracchi, dopo la sconfitta col Badesse, avesse detto che la rosa andava bene così com’era – devono ancora inserirsi al meglio nelle dinamiche della squadra: la risposta può già arrivare da questa partita.
Discorso apparentemente diverso per la Pianese: eccetto la sconfitta di Montevarchi, la squadra è apparsa rinata, lasciandosi alle spalle un 2020 culminato con la frustrante retrocessione dalla Serie C (per come è avvenuta, sia chiaro) e con il penultimo posto nella graduatoria della quarta serie. Nessuno si aspettava un inizio così: la rosa è stata però stravolta (sono rimasti soltanto Gagliardi e Simeoni), e c’è voluto qualche mese perché l’amalgama funzionasse. Contro Foligno e Scandicci, le Zebrette hanno fatto vedere ottime cose, pur “mantenendo” distrazioni difensive che, con un pizzico di fortuna di più per gli avversari, sarebbero potute costar caro.
Gli unici precedenti tra le due squadre appartengono al 2018/2019, stagione in cui i bianconeri vinsero il campionato e i chianini tornarono in Eccellenza tramite playout. All’andata al Carlo Angeletti, in un campo rovinato dalle precipitazioni dei giorni precedenti, la partita terminò con un lottato pareggio a reti bianche; al ritorno, che ebbe luogo alla penultima giornata, la squadra dell’iridato ex allenatore Marco Masi avrebbe potuto vincere il titolo con un turno di anticipo ma, forse per inesperienza, venne fermata sull’1-1 (a Mencagli rispose Benedetti). Quello che successe poi, ormai, è storia.

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