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EDITORIALE – Avevamo tutto, e torneremo ad avere tutto

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È passato un anno da quando, formalmente, è nato CalcioSenese. Era, quello, il periodo più buio degli ultimi sessant’anni: eravamo nel bel mezzo di un’epidemia mondiale, di cui non sapevamo nulla e di cui non prevedevamo una fine certa.
Trecentosessantacinque giorni dopo, praticamente, siamo ancora al punto di partenza. Fa un po’ ridere, ad essere sinceri: pensavamo che, giunti tempo migliori, saremmo tornati ad una vita normale. Gli allenamenti, il ritrovo prima della partita, il match della domenica pomeriggio, l’emozione di una vittoria o l’incazzatura di una sconfitta. Non avevamo niente, e tutt’ora non abbiamo niente.
CalcioSenese però è cresciuto: dallo scorso aprile ha lanciato il pallone in un’area di rigore colma di ciuffi d’erba, e ha saputo ritagliarsi il proprio posto fino a fare gol. Non è stato facile, allora, raccontare il calcio (non) giocato: il vantaggio, rispetto a questo periodo, era che si partiva da una base di 6 mesi, in cui si era scesi in campo e si era parlato di pallone. Di qualcosa, infatti, si poteva chiacchierare: al massimo, riguardo all’anno corrente, potremmo parlare di quali serie tv abbiamo visto su Netflix.
L’estate, poi, è stata feconda: il calciomercato è sempre stato molto seguito, tanto quello di Serie A quanto quello dei dilettanti, dove si cerca di fare tutta alla mutina per far sì che la diretta avversaria non dia un rimborso spese più alto. Qualcuno ci ha anche detto che qualche trattativa l’abbiamo rovinata: nemmeno fossimo Gianluca di Marzio. Il bello del calcio, però, è anche questo.
Il primo anno di CalcioSenese è stato anche un anno di rimpianti, e di “cosa sarebbe potuto accadere se”. Vi diamo qualche dato: tra settembre e ottobre 2020, con l’inizio della Coppa Toscana e dei campionati, abbiamo avuto un totale di 130.000 visite al sito; oggi, con la sola Serie D, non possiamo raggiungere più questi numeri. Cosa sarebbe potuto accadere se l’epidemia non ci fosse mai stata? Chissà.
La voglia di parlare di calcio in provincia di Siena, è tanta. C’è voluto poco per capirlo, e dopo un anno siamo ancora qui a raccontarvelo, seppur con molta difficoltà.
Torneranno gli allenamenti, il ritrovo prima della partita, il match della domenica pomeriggio, l’emozione di una vittoria o l’incazzatura di una sconfitta. Avevamo tutto, e torneremo ad avere tutto.

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