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ESCLUSIVA – Calcio Sovietico: “Gazzaev? Non è marketing. Il calcio però è un enorme business…”

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“Gazzaev, chi era costui?”, abbiamo pensato tutti quando è sopraggiunta la notizia di chi, molto probabilmente, avvicenderà Alberto Gilardino sulla panchina del Siena. Se però il nostro pensiero è stato lo stesso di Don Abbondio ne I Promessi Sposi, c’è chi il russo Vladimir lo ha già conosciuto per i suoi trascorsi nei campionati dell’Est Europa: non potevamo esimerci, quindi, dal fare quattro chiacchiere con Matteo e Andrea, che dal 2018 curano Calcio Sovietico, una pagina Facebook sul mondo del pallone nei paesi ex URSS che ha da poco raggiunto i 15mila mi piace.
Già da qualche giorno era nell’aria la notizia dell’arrivo di Vladimir Gazzaev alla guida del Siena (anche se il vicepresidente Andrea Bellandi ha detto, nel post partita di San Giovanni Valdarno, che erano presenti almeno tre allenatori russi, ndr). Che allenatore è?
Gazzaev è un figlio d’arte: suo padre Valery è molto famoso ed ha vinto davvero tutto da allenatore e da giocatore in patria, come l’ultimo titolo della storia della Dinamo Mosca da giocatore nel ’76 e, da allenatore, uno storico titolo russo con l’Alanija Vladikavkaz, senza dimenticare anche l’era da sogno con il CSKA, con cui ha anche vinto la Coppa UEFA.
Rimanendo a Vladimir, il palmares è tutt’altro: ottimo il campionato di seconda serie vinto sempre con l’Alanija nel 2012, ma per il resto si faticano a trovare esperienze positive. Dopo di questa ha girovagato tra Kazakistan e Georgia, senza lasciare un grosso impatto: l’ultima esperienza al Tobol Qostanaj  è naufragata dopo un disastroso preliminare europeo in cui la squadra è uscita dalla competizione contro i lussemburghesi del Jeunesse d’Esch. Come modulo, probabilmente giocherà con un 3-5-2 o un 5-4-1, più probabile il primo ma si vedrà”.

Perché, secondo voi, la dirigenza vorrebbe puntare su di lui invece che su un allenatore italiano, sicuramente più preparato per la categoria? È da considerarsi una scelta “di marketing”?
Questa è un’ottima domanda.  È inequivocabile che sarebbe stato meglio un italiano, ma spesso e volentieri molti paesi dell’Est Europa – e specialmente Russia e Armenia – cercano di prendere giocatori e tecnici che conoscono, senza affidarsi ad istinto o altro. Non direi sia marketing: forse è solo per comunicare meglio tra allenatore e proprietà. Non so se lo sapete ma, in ambito calcistico, Russia e Armenia sono in ottimi rapporti dato che sono entrambe nell’unione euroasiatica: pensate, ad esempio, che nel campionato russo i giocatori armeni non sono contati come stranieri”.
Dopo il “curioso” addio di Alberto Gilardino, per un attimo è tornato lo scetticismo nei confronti di Roman Gevorkyan e della cordata armena che ha rilevato il Siena in estate. Perché, secondo voi? Può essere dettato dal fatto di essere rimasti al palo con la precedente avventura dirigenziale? Eppure, le idee che hanno sempre dichiarato i nuovi proprietari sembrano piuttosto chiare…
“Non è da escludere che le motivazioni siano racchiuse nel fatto che noi italiani vorremmo una proprietà sempre molto presente, che ami davvero la squadra e che spenda tanti soldi per renderla competitiva, senza tanti discorsi di plusvalenze e robe simili. Il calcio però è cambiato, e oggi è un enorme business: di presidenti in stile anni ’80 non ne esistono quasi più…
Denis Mahmedov e Rokas Krusnauskas sono arrivati entrambi da campionati dell’Est Europa. Secondo voi, possono dire la loro in Serie D? La nostra quarta serie e le loro prime serie sono più o meno allo stesso livello?
“Questi campionati sono variegati: le prime 2/3 squadre valgono una Serie C anche di alto livello, ma le ultime farebbero figuracce anche nella nostra Eccellenza. I due giocatori in questione potenzialmente possono fare bene, anche se non hanno sempre dimostrato di adattarsi in passato; inoltre, Krusnaukas non è mai stato un grande goleador. Mahmedov lo vediamo potenzialmente meglio”.
Chiusura con una domanda da un milione di euro: con Gazzaev, il Siena può puntare a vincere il campionato?
“Non sarà semplice e non siamo certi che Gazzaev sia l’uomo giusto. Sappiamo però che il Siena e la sua dirigenza mirano a fare grandi cose: quindi, la risposta è sì!

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