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ESCLUSIVA CS – Jacopo Piazzi: “Il calcio mi manca, ma la domenica mi godo la famiglia. Cinigiano può pensare in grande”

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Jacopo Piazzi

Siena – Oggi con i nostri microfoni abbiamo raggiunto Jacopo Piazzi, giocatore oramai da due stagioni al Cinigiano, ma che naturalmente arriva dalla provincia di Siena.
Con la squadra amiatina l’obiettivo è molto chiaro: fare un campionato di vertice magari facendo un pensierino alla prima categoria.

Jacopo tutto ok? Come vivi questo momento?
“Diciamo che é una situazione molto ambigua. Dopo tanti anni di calcio vivere una cosa del genere é strana e fa anche male. La quotidianità delle giornate calcistiche difficilmente si possono rimpiazzare per noi malati di questo sport. Non nego però che mi sento fortunato, avendo due figli la domenica mi godo loro , diciamo sono la mia valvola di sfogo”

Come era iniziata la stagione?
“Decisamente bene , un gruppo che seppur in parte nuovo veramente affiatato composto da ragazzi consapevoli di raggiungere l’obiettivo. Peccato per la partita con l’Alberese, decisamente sbagliata in tutto. Il rammarico é di non aver rimediato subito”.

Che differenze hai notato tra il calcio senese e quello grossetano?
“Avendo avuto la fortuna di giocare in altre categorie posso dire che qualche squadra di seconda ,di questo girone se allenata e con la terna arbitrale in campo farebbe girare le “scatole” a diverse di promozione. Ho notato grandi valori in campo squadre come Orbetello, Fonteblanda Invictasauro e noi ( parlo dello scorso anno calcistico ) decisamente attrezzate per poter ambire ad altro. Ed anche quando ero in seconda nel senese comunque giocavo contro squadre grossetane. Forse é anche questo che mi ha portato a Cinigiano”.

Che vuoi dire ai tuoi compagni e ai tuoi avversari?
“Dico di essere pazienti , di essere consapevoli di essere presenti forse alla più grande piaga calcistica della storia e spero con tutto il cuore di riuscire a continuare questa stagione ma in totale sicurezza. Troppi sforzi sono stati chiesti alle società per regolarizzarsi, sforzi che poi sono soldi sempre in uscita e di questi tempi ce ne sono ben pochi. Il calcio, anche quello vero ha bisogno dei dilettanti , i paesi hanno bisogno delle squadre , non possiamo e non dobbiamo far si che questa pandemia distrugga il tutto. Naturalmente l’impegno deve essere di tutti , calciatori società paesi, ma anche enti molto più in altri di noi. Spero veramente che tutto vado ad evolversi in meglio e di essere il prima possibile con la squadra a cena a brindare alla fine di questo periodo nero”.

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Panfi
Panfi
10 mesi fa

giocava meglio da avversario che ora da compagno…forse sarà l’età che avanza…detto questo è una gran persona e un grande amico,sempre disponibile a tutto…ti voglio bene

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