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ESCLUSIVA CS – Sinalunghese, parla Marini: “Senza la Sinalunghese non so se sarei riuscito a rigiocare in Serie D”

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L’ultima partita ha coinciso con il pareggio contro il Grassina, un mese dopo che si era scesi in campo per l’ultima volta: sono tanti, troppi i momenti di pausa, in quella che sarà ricordata come “la stagione dilettantistica più strana di sempre”. A pochi giorni dal derby senese contro il Badesse, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Federico Marini, portiere della Sinalunghese, tra i migliori della categoria nel suo ruolo.
Dopo due settimane tornate a giocare, finalmente. Che patimento, però, questo campionato spezzettato…
In effetti non è il massimo giocare con così poca continuità, è molto difficile mantenere alta la concentrazione e arrivare alle partite preparati. Siamo stati fortunati fino ad ora a non doverci fermare per problemi riguardanti casi di Covid (si riferisce alla sua squadra, ndr).
Domenica al Carlo Angeletti arriva il Badesse: l’anno scorso in Eccellenza fu testa a testa per la promozione, con quello scontro diretto mai giocato che fino all’ultimo sarebbe potuto costar caro alla Sinalunghese.
Si, finalmente domenica riusciremo a giocare questa partita che aspettiamo da tanto. Lo scorso anno sarebbe stata probabilmente la partita che avrebbe deciso il campionato, una partita che tutti sognano di giocare e quindi non poterla giocare è stata un peccato. Alla fine, grazie al ripescaggio, abbiamo l’opportunità di giocarla, anche se entrambe le rose sono cambiate molto.
Un vero e proprio derby che negli ultimi anni si è giocato 3 volte (2 vittorie Sinalunghese nel 2017/2018, 1 vittoria Badesse nel 2019/2020). Che partita vi aspettate?
Ci aspettiamo una partita tosta: loro sono una bella rosa e hanno potuto sfruttare questa pausa per assimilare i concetti dell’allenatore appena arrivato (Vitaliano Bonuccelli ha sostituito Fabio Guarducci, ndr). Sicuramente vorranno ripartire con il piede giusto e verranno per fare punti, ma ci troveranno pronti a rispondere colpo su colpo.
6 punti in 6 partite, una media perfetta. Come la vivete questa seconda stagione di sempre nel massimo campionato dilettantistico?
La cosa che si nota di più è sicuramente che abbiamo maggiore consapevolezza, sappiamo un pò meglio come gestire le partite, soprattutto con il gruppo dei “vecchi” con il quale abbiamo affrontato 2 anni fa la Serie D. Anche qui abbiamo una sorta di conto in sospeso: vogliamo arrivare dove due anni fa non arrivammo, alla salvezza.
Dove può arrivare questa Sinalunghese?
Questa Sinalunghese ha grandi potenzialità di crescita, siamo un gruppo giovane ma molto unito, dobbiamo continuare a lavorare giorno dopo giorno per arrivare ogni domenica più carichi che mai. Lavoriamo per fare grandi prestazioni ogni domenica, non ponendoci obiettivi né limiti. Alla fine guarderemo quanti punti siamo riusciti ad ottenere e cosa avremo raggiunto.
Siete probabilmente una delle poche squadre – se non l’unica – ad avere in rosa due portieri che non sono “quote”. Qual è il tuo rapporto con Lorenzo Garbinesi, un altro che tra Lega Pro e Serie D di strada ne ha fatta tanta? E quanto “rovina” il calcio il fatto di far giocare per forza 4 under a domenica?
Il mio rapporto con Garbinesi è ottimo. È un ragazzo fantastico ed è davvero un grande portiere, ogni giorno agli allenamenti mi sorprendo di come sia possibile che in estate non sia riuscito a trovare squadra. Mi aiuta tanto avere un compagno di reparto come lui, sia a livello di supporto sia per quanto riguarda il lato competitivo che mi porta ad allenarmi sempre al massimo. 4 quote in una squadra sono tante da dover inserire e quasi sempre il portiere viene “sacrificato”: è davvero dura trovare spazi. Se non fosse stato per la Sinalunghese non credo che sarei riuscito a rigiocare la Serie D.
Che effetto fa poter giocare contro Gilardino e una nobile decaduta come il Siena (anche se per il momento è solo un pensiero, visto che la partita ci sarà il 6 gennaio 2021)? Pensare che, con ogni probabilità, verrà giocata senza pubblico al Carlo Angeletti, è una mazzata notevole…
Poter giocare contro squadre come il Siena è un onore: è una piazza che ha vissuto tutte le categorie più prestigiose. Dispiace veramente molto non poter vivere questa esperienza con il calore dei nostri tifosi: incrociamo le dita e speriamo nel ritorno al “Rastrello”, non sarebbe male giocare con una bella cornice di pubblico.
Tra due settimane, sempre in casa, arriverà la Pianese, dove hai già giocato qualche tempo fa. Una squadra che, curiosamente, sta soffrendo il ritorno tra i dilettanti.
Mi dispiace molto per la retrocessione della Pianese dalla Serie C, dopo eventi di questo genere non è mai facile ripartire. In questo momento hanno qualche difficoltà, ma sono sicuro che riusciranno a venire fuori nel corso del campionato e a dire la loro. Sono una bella squadra e sono sicuro che quando arriveranno al “Carlo Angeletti” sarà un bello scontro.
Sei in campo da metà agosto, quando la situazione sembrava migliore di quella che poi, col tempo, si è rivelata. Ti senti/vi sentite dei privilegiati ad essere gli unici, tra i dilettanti, a poter continuare a giocare a pallone o, come si suol dire, “il gioco non vale la candela”?
Diciamo che noi abbiamo vissuto un pò tutte le fasi: all’inizio ci siamo sentiti fortunati di poter continuare, poi abbiamo avuto qualche esitazione quando abbiamo visto quante partite venivano rinviate e ci siamo chiesti se fosse una cosa sensata continuare così, visto che si rischiava di ‘falsare’ troppo il campionato. Alla fine, con questa pausa, abbiamo recuperato quasi tutte le partite e siamo praticamente in pari. Certo, sarà un campionato particolare e difficile da portare a termine: speriamo che con questo nuovo Protocollo si riesca a dare più continuità.

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